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Grande successo del convegno sulla tutela dei rapaci attraverso l’uso dei carnai – febbraio 2015

Oltre 150 persone da tutta Italia hanno partecipato al convegno sulla tutela dei rapaci svoltosi il 19 febbraio scorso presso la Riserva Naturale Regionale Monterano.

Il convegno, dal titolo “I Carnai come strumento per la conservazione dei Rapaci-Esperienze e problematiche di gestione”, organizzato nell’ambito del progetto LIFE+ Monti della Tolfa è stato un successo insperato che dimostra l’attenzione verso l’utilizzo dei siti di integrazione alimentare (i carnai) per favorire, fornendo loro un sostegno alimentare mirato, la conservazione di alcune specie di uccelli rapaci, attualmente in pericolo d’estinzione.

 

Il convegno è stato un punto di convergenza di diversi progetti, realizzati negli ultimi anni, tra i quali 5 progetti europei LIFE, che hanno dimostrato l’utilità dei carnai per mantenere ed incrementare varie popolazioni di nibbio reale, capovaccaio e grifone, oltre a lanciare l’ennesimo grido di allarme per il pericolo costituito dai bocconi avvelenati, dall’utilizzo del piombo nei pallini da caccia e soprattutto dall’uso di farmaci veterinari quali il Diclofenac, farmaco dimostratosi senza dubbio è mortale per varie specie di avvoltoi che possono nutrirsi occasionalmente di carcasse o resti di carne di tali animali e che non è ancora stato bandito in Italia e in Europa.

Tra i principali punti emersi dalle relazioni e dal dibattito svoltosi al termine del convegno si possono citare i seguenti:

  • I carnai si confermano, in determinati contesti, importanti strumenti per la conservazione delle specie di uccelli necrofagi, in particolare per gli individui  giovani, le popolazioni appena ricostituite e come sosta e rifornimento durante le migrazioni;
  • Ad essi vanno affiancati altri tipi di interventi (ad es: lotta ai bocconi avvelenati e al bracconaggio);
  • Vanno progettati in modo da massimizzare le ricadute sulla specie target, minimizzando al tempo stesso gli effetti collaterali negativi;
  • Occorre una valutazione caso per caso: non esiste un protocollo generico valido per ogni situazione, ma occorre un’istruttoria tecnica preliminare che consideri l’ecologia delle specie ed il contesto umano circostante
  • Gli effetti su specie target e su altre componenti ambientali vanno valutati con attività di monitoraggio e studio di medio lungo periodo
  • Deve essere prevista una gestione da adattare ad eventuale problematiche che si possano presentare
  • I costi di gestione e manutenzione, di rifornimento e di espletamento delle procedure autorizzative annesse non vanno sottovalutati, così come le interferenze sul naturale comportamento degli animali
  • E’utile sottoscrivere accordi con i fornitori di carne della zona, che siano essi allevatori o impianti  di macellazione, che forniscano alcuni requisiti come “amici degli avvoltoi” e accordarsi con le strutture sanitarie di riferimento (ASL) sulle procedure necessarie
  • Il video controllo può permettere una migliore identificazione degli individui che frequentano il carnaio provenienti da altre aree, anche attraverso il riconoscimento individuale realizzabile con i programmi di inanellamento
  • In Italia ci sono meno di 10 carnai (in Spagna, circa 200). A differenza di altri paesi nessuna legge ne incentiva l’attivazione ed il bestiame morto, persino quello morto di vecchiaia, viene trasferito altrove per essere incenerito o sotterrato, con notevoli costi e spreco di risorse alimentari da rimettere nei cicli ecologici.
  • Negli ultimi anni il Ministero della Salute ha disciplinato l’utilizzo di carni di varia provenienza per l’alimentazione dei rapaci e ha disposto una banca dati apposita, in accordo ai requisiti specifici stabiliti nel regolamento 1069/2009 ex (CE) n. 1774/2002.
  • Nel periodo 2008-2012, la UE ha investito 11 milioni di Euro sulle specie di uccelli necrofaghe, in 67 diversi progetti.
  • Il Diclofenac come principio farmacologico anche nel bestiame per ridurre le infiammazioni andrebbe bandito a livello europeo e italiano, come già fatto in India, essendo mortale per le specie necrofaghe come gli avvoltoi
  • Va escluso dall’alimentazione dei carnai il bestiame trattato con antibiotici e antinfiammatori e, in particolare, quelli trattati con farmaci contenenti il principio attivo del Diclofenac
  • E’utile un maggior dialogo tra i settori della tutela della salute umana e veterinaria e quello della conservazione della natura sia a livello nazionale che locale in modo che ci sia migliore informazione e coordinamento sulla fornitura dei carnai e la loro gestione.

In aggiunta, non è da sottovalutare l’eventuale valenza didattica e divulgativa dei carnai (attraverso capanni opportunamente collocati che permettano di vedere i rapaci mentre si alimentano). Inoltre essi possono dare ricadute economiche positive per le comunità locali (tra i quali il risparmio per i costi di smaltimento delle carcasse, che vanno fatti seguendo apposite procedure), e creando un indotto turistico (dovuto ad esempio all’afflusso di fotografi naturalisti, come avviene in Spagna e in altri paesi). Non a caso, le attività ecoturistiche associate agli avvoltoi sono già identificate come uno dei principali mercati di sviluppo dell’ecoturismo. Al convegno sono intervenuti Angelo Stefani, Sindaco di Canale Monterano,  Francesco Maria Mantero, Direttore della Riserva Naturale Monterano, Giuseppe Puddu della Riserva Naturale Monterano, Stefano Picchi, project manager del Comune di Manziana, Alessandro Andreotti dell’ISPRA, Marco Panella del CFS Ufficio Biodiversità, Guido Ceccolini dell’Associazione CERM Centro Rapaci Minacciati, Davide Brugnone della Regione Sardegna, Umberto Di Nicola del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, Tiziana Serraino del Ministero della Salute, Fulvio Genero della VCF, Alessia Mariacher dell’Istituto Zooprofilattico di Stato - Lazio e Toscana, Marco Gustin di LIPU BirdLife, Vito Consoli direttore dell‘Agenzia Regionale Parchi della Regione Lazio. Il convegno è stato reso possibile grazie al cofinanziamento delle attività di networking con altri progetti LIFE da parte della Commissione Europea nell’ambito del progetto LIFE Monti della Tolfa. Durante il progetto sono stati presentati i risultati dei progetti: LIFE Biarmicus, LIFE Save the Flyers, LIFE Antidoto, LIFE Pluto e LIFE Monti della Tolfa. E’ in corso l’elaborazione degli atti e la pubblicazione degli interventi che verranno pubblicati nei siti:

www.monteranoriserva.it www.lifemontidellatolfa.it

Alberto Sangiuliano del Parco Nazionale del Pollino

L’evento è stato organizzato dalla Riserva Naturale Regionale Monterano, in collaborazione con il Comune di Canale Monterano, l’Università Agraria di Canale Monterano e l’Agenzia Regionale Parchi, e ha avuto il patrocinio dell'Ordine dei dott. Agronomi e dott. Forestali della Provincia di Roma. Per ulteriori informazioni, contattare il responsabile del convegno,

dott. for. Giuseppe Puddu

DIREZIONE Infrastrutture, Ambiente e Politiche abitative

Riserva Naturale Regionale Monterano - Piazza Tubingen 1, Canale Monterano -

- tel. 06.996.2724 - cell. 370.1250316 – mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

 


 

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