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Le Specie

LE SPECIE di importanza comunitaria presenti nella ZPS inserite nell’Allegato I della Direttiva Uccelli.

 

Falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)

Rapace di medie dimensioni, migratore, nidificante estivo in tutte le principali aree boschive del comprensorio. Predatore specializzato in imenotteri caccia nelle aree di pascolo naturale. Nel 1977 era segnalata la presenza di 10-20 coppie nidificanti. Nel 2000 sono state censite 50 coppie regolarmente nidificanti.


Nibbio bruno (Milvus migrans)

Rapace di medie dimensioni, migratore e nidificante nel periodo estivo nell’area. La specie è distribuita in modo uniforme in tutti i principali boschi del comprensorio e tende a competere per i siti di nidificazione con il Nibbio reale. Nel 1977 sui Monti della Tolfa nidificavano 15-20 coppie di Nibbio bruno. Secondo le ricerche più recenti nella ZPS Monti della Tolfa il numero di coppie nidificanti è aumentato sensibilmente, grazie soprattutto alla grande disponibilità di cibo facilmente reperibile nelle discariche di Bracciano e Civitavecchia.


Nibbio reale (Milvus milvus)

Rapace di medie dimensioni, migratore regolare, svernante e sedentario, nidificante nei boschi dell’area. La specie è in pericolo di estinzione. Sui Monti della Tolfa, è presente una popolazione svernante di 100-120 individui. Nel 1970 vennero censite 3 coppie nidificanti; successivamente la specie ha manifestato una tendenza all’aumento fino alla decina di coppie accertate del 2010.


Biancone (Circaetus gallicus)

Rapace di dimensioni medio - grandi simile ad un aquila, è specie migratrice e nidificante estiva. E’ un predatore specializzato in serpenti tanto che è stato ribattezzato “l’aquila dei serpenti”. Il biacco in particolare rappresenta la sua principale risorsa alimentare. Nel comprensorio dei Monti della Tolfa, nel 1977 il Biancone era presente con 5-9 coppie nidificanti. Secondo i dati raccolti di recente la popolazione di Biancone nella ZPS Monti della Tolfa si aggirerebbe ora sulle 20 coppie nidificanti.

Albanella minore (Circus pygargus)

Rapace di medie dimensioni, migratrice e nidificante estivo nei campi coltivati a cereali e foraggio. La popolazione nidificante è vulnerabile e si è dimezzata nell’arco degli ultimi 15 anni. Attualmente la specie è presente con non più di 7 coppie nidificanti distribuite nella parte nord del comprensorio.

Falco pellegrino (Falco peregrinus)

Rapace di medie dimensioni, sedentario, nidificante su pareti rocciose. Si nutre quasi esclusivamente di uccelli catturati in volo. Nel 1977 nidificavano solo 2 coppie nel comprensorio dei Monti della Tolfa. Attualmente la specie è in forte espansione sia a livello nazionale che regionale e nella ZPS nidificano 6 coppie.


Lanario (Falco biarmicus)

Rapace di medie dimensioni con silhouette tipica di Falco. Specie sedentaria e nidificante su parete tufacea. Nel 1977 la specie nidificava in almeno due siti del comprensorio. Successivamente la specie non ha più nidificato fino al 2007 quando una coppia si è riprodotta con successo portando all’involo 3 giovani. Nel comprensorio dei Monti della Tolfa l’unica coppia presente è fortemente minacciata.

Grillaio (Falco naumanni)

Rapace di piccole dimensioni, sedentario e nidificante in colonie su pareti tufacee, nei casali o nei nidi di corvidi. La specie è stata trovata nidificante per la prima volta nel Lazio nel 2011, all'’interno della ZPS Monti della Tolfa. Le osservazioni in luglio 2011 di gruppi fino a quindici individui fanno ipotizzare la sua nidificazione anche in altre località all'’interno dell'’area.


Averla cenerina (Lanius minor)

Uccello di piccole dimensioni, migratore regolare e nidificante sugli alberi o cespugli in aree destinate al pascolo con scarsa vegetazione arborea e arbustiva. Considerata una specie in pericolo, si riproduce nell’area con una popolazione di 15-30 coppie nidificanti.


Averla piccola (Lanius collurio)

Uccello di piccole dimensioni, migratore regolare, nidificante. Sui Monti della Tolfa la specie nidifica al margine dei boschi su essenze isolate e talvolta sulle siepi. La popolazione nidificante nei Monti della Tolfa è di 300-400 coppie.


Calandra (Melanocorypha calandra)

Uccello di piccole dimensioni più grande della comune allodola. La specie è sedentaria e nidificante nei pascoli dell’area. La calandra ha uno sfavorevole stato di conservazione, negli ultimi anni si è assistito ad una progressiva rarefazione della specie a causa della trasformazione dei pascoli e dei terreni destinati alle colture.


Calandrella ( Calandrella brachydactila )

Uccello di piccole dimensioni che assomiglia ad una piccola allodola è un migratore transhariano, nidificante nell’area. La popolazione nel comprensorio è in costante declino. Nei prati e nei pascoli dell’area risultano 5-10 coppie nidificanti nel periodo estivo.


Calandro (Anthus campestris)

Piccolo uccello migratore, nidificante negli ambienti aperti, aridi e assolati della fascia prospiciente il mare, soprattutto nei comuni di S. Marinella e Allumiere. Si stima che la popolazione sia presente in 30-50 coppie nidificanti.


Cicogna nera ( Ciconia nigra )

Grande trampoliere, migratrice regolare, raro e vulnerabile con uno sfavorevole stato di conservazione. Nei Monti della Tolfa è stato segnalato più volte il tentativo di nidificazione sia su parete che su alberi del bosco.


Martin pescatore (Alcedo atthis )

Uccello con colori sgargianti di piccole dimensioni, ma di corporatura compatta, è una specie nidificante e sedentaria. E’ un indicatore di un buono stato di conservazione dei corsi d’acqua. La popolazione nella ZPS è di 10 coppie nidificanti.


Ghiandaia marina (Coracias garrulus)

Uccello dalla corporatura robusta simile ad un piccolo corvo ha un piumaggio estremamente brillante. La specie è un migratore regolare e nidificante nell’area in cavità sia naturali che di origine antropica. La ghiandaia marina ha uno sfavorevole stato di conservazione. Nella ZPS è stata stimata una popolazione di 40 coppie nidificanti.


Occhione (Burhinus oedicneumus)

Limicolo piuttosto grande con testa grossa e lunghe zampe, migratore e nidificante regolare, con popolazioni parzialmente sedentarie nel Lazio. Nidifica nei Monti della Tolfa nei prato-pascoli, nelle zone aride e lungo il corso dei fiumi. La popolazione è in incremento e attualmente conta tra le 20 e le 30 coppie nidificanti.


Ortolano (Emberiza hortulana)

Piccolo passeriforme, migratore e nidificante nel periodo estivo nell’area. Sui Monti della Tolfa la specie è localizzato e raro. Nidifica nei campi coltivati, nelle siepi, sugli alberi e sugli arbusti isolati. La popolazione nidificante è in netto declino e sono poche le coppie nidificanti.


Succiacapre (Caprimulgus europaeus)

Uccello di forma allungata con testa grande di abitudini crepuscolari e notturne. Migratore regolare, nidifica per terra nei boschi e nei pascoli cespugliati. Ha uno sfavorevole stato di conservazione e nell’area dei Monti della Tolfa si contano dalle 15 alle 40 coppie nidificanti.


Tottavilla (Lullula arborea)

Passeriforme di piccole dimensioni di forma tondeggiante simile all’allodola. La popolazione dei i Monti della Tolfa è sedentaria, ma l’area è interessata anche dal passaggio e dallo svernamento di individui europei. La popolazione è in declino. Nidifica sui versanti arbustivi del territorio con ampie radure prative. Attualmente le coppie nidificanti sono dalle 30 alle 50.

Magnanina (Sylvia undata)

Uccello di piccole dimensioni che frequenta la macchia mediterranea. È una specie stazionaria,  migratrice regolare, svernante parziale e nidificante con una piccola popolazione in un'’area di circa 100 ettari lungo la fascia costiera del comprensorio.







































































 

 

Altre specie di interesse comunitario che sono presenti nella ZPS come svernanti o di passo sono: l’Albanella reale, lo Smeriglio, il Falco cuculo, il Grillaio, il Falco della regina, l’Aquila minore e il Falco di palude. L’area inoltre è stata fino a non molto tempo fa una delle ultime in Italia centrale ad essere frequentate dal capovaccaio, mentre più di recente è stata verificata la nidificazione anche del Falco pellegrino.

Tra le specie nidificanti considerate vulnerabili o rare ricordiamo: il Lodolaio, l’Assiolo, il Gufo comune, il Cuculo dal ciuffo, la Monachella, il Piro piro piccolo e la Rondine rossiccia.

Le altre Specie d'interesse Comunitario

Gli insetti

Cervo volante (Lucanus cervus)

E’ il più grosso coleottero europeo, il maschio infatti raggiunge gli 8 centimetri di lunghezza. La femmina è più piccola, con capo e mandibole di piccole dimensioni. Le larve si nutrono del legno e giungono a maturazione dopo 5 anni a volte 8, mentre gli adulti si cibano della linfa delle piante. Vola attivamente nelle ore crepuscolari. La specie è presente con una buona popolazione nella Macchia di Manziana e nei boschi di querce, di castagno e nelle faggete del comprensorio, ma è in diminuzione in tutta Europa e per questo motivo è stata inserita nell’Allegato II della direttiva Habitat. Il cervo volante è minacciato dalla distruzione del suo habitat a causa degli incendi, abbattimenti di vecchi alberi e rimozione dal bosco di ceppaie e alberi morti.

Cerambice delle querce (Cerambyx cerdo)

E’ uno dei più grossi coleotteri europei raggiungendo i 6 centimetri di lunghezza. I maschi inoltre hanno delle antenne lunghe anche 10 centimetri. Le larve si nutrono del legno e giungono a maturazione al 3° o 4° anno. Gli adulti si nutrono di foglie, fiori, frutti e linfa. Vola attivamente nelle ore crepuscolari. Specie comune nella Macchia di Manziana e nei querceti del comprensorio, ma in declino od estinta in diversi paesi dell’Europa centrale. Per questo motivo è stata inserita nell’allegato II e IV della direttiva Habitat. E’ specie minacciata dalla ceduazione dei querceti,e dall’eliminazione delle vecchie piante deperienti.

Rosalia alpina (Rosalia alpina)

Coleottero inconfondibile dal vistoso colore blu – grigio a macchie nere che raggiunge circa i 4 centimetri di lunghezza. La femmina ha antenne più corte del maschio. Le larve si nutrono del legno del faggio morto o deperiente e giungono a maturità dopo 3 anni. La specie è presente nei boschi di faggio intorno ad Allumiere ma è rara e vulnerabile, ed è stata inserita nell’allegato II e IV della direttiva Habitat. La specie è minacciata dalla distruzione dei vecchi faggi, dalla rimozione del legno morto e dalla chiusura delle radure della faggeta.

Anfibi e rettili

Salamandrina dagli occhiali (Salamandrina perspicillata)

E’ un anfibio urodelo lungo in media 10 centimetri. La salamandrina costituisce un endemismo italiano. Ha abitudini prevalentemente notturne e crepuscolari, ma talvolta è possibile incontrarla anche di giorno dopo una prolungata pioggia o all’inizio della primavera durante il periodo degli amori. Vive vicino alle sorgenti, nei fontanili e nelle zone umide nascondendosi tra i sassi, sotto le foglie e nelle ceppaie. In caso di pericolo può fingersi morta, o talvolta si gira mostrando il ventre e la coda molto colorate. La specie è minacciata per l’inquinamento dei fiumi e per l’abbandono o la gestione non naturale dei fontanili.




Tritone crestato italiano (Triturus carnifex)

E’ il più grande tritone italiano, raggiungendo la lunghezza di 14-18 centimetri compresa la coda. I maschi di questo anfibio urodelo, nel periodo riproduttivo presentano una cresta vertebrale con margine dentellato alta anche un centimetro. Nel comprensorio vive nei corsi d’acqua, negli stagni, nelle pozze e nei fontanili dove è presente una ricca vegetazione acquatica. La specie è minacciata per la distruzione o alterazione dei luoghi di riproduzione o per l’immissione nei corsi d’acqua dell’ittiofauna predatrice.



Ululone dal ventre giallo (Bombina pachypus)

E’ un piccolo anfibio anuro di 5 centimetri, endemico italiano, molto raro. Presenta una colorazione dorsale scura, mentre la parte ventrale è giallo-arancio con macchie blu. Vive in zone umide di piccole dimensioni, come pozze, stagni e fontanili. La specie è in declino a causa della distruzione di questi piccoli ambienti e alla raccolta indiscriminata per fini collezionistici.



Testuggine palustre europea (Emys orbicularis)

Rettile di 20 centimetri, raro e localizzato, che predilige acque ferme o lente come stagni, o anse dei fiumi con ricca vegetazione. Ha abitudini per lo più acquatiche, ma frequenta anche l’ambiente terrestre. Prevalentemente carnivoro si ciba d’invertebrati e piccoli mammiferi. Nella ZPS è in declino con popolazioni sempre più esigue e isolate. In particolare lungo il fiume Mignone la specie è minacciata anche dall’immissione illegale della Testuggine di palude dalle orecchie rosse di origine americana.



Cervone (Elaphe quatuorlineata)

E’ un rettile che può raggiungere anche la lunghezza di 2 metri e per questo si può considerare come il serpente più grande d’Italia. Predilige i boschi aperti e le boscaglie della macchia mediterranea con praterie e cespugli, prati pascolo, muretti a secco e zone umide. Nella ZPS la specie è minacciata dagli incendi, dall’alterazione dei pascoli (spietramento dei campi) e dalla distruzione dei muretti a secco.



Chirotteri o pipistrelli

I pipistrelli sono animali utilissimi perché si nutrono di una grande quantità di insetti tra cui zanzare e organismi nocivi per l’agricoltura. Sono gli unici mammiferi in grado di volare ricoprendo anche notevoli distanze, allattano i piccoli e hanno il corpo ricoperto di peli. Le loro ali sono formate da pelle sottile tesa tra le ossa delle mani e delle lunghe dita. I pipistrelli sono dotati di uno straordinario sistema di ecolocalizzazione: emettono suoni ad alta frequenza che, rimbalzando sull’ambiente circostante, tornano alle grandi orecchie dell’animale che è così in grado di orientarsi e individuare le prede. Trascorrono l’inverno in letargo, in grotte, in cantine, in miniere, negli edifici e all’interno dei cavi degli alberi. In estate vivono in colonie, partoriscono un solo piccolo e lo allattano per circa un mese. Oggi assistiamo a una drammatica riduzione dei pipistrelli. Questi preziosi mammiferi sono minacciati dal degrado degli ambienti naturali, dal taglio dei boschi non controllato, dall’asportazione eccessiva e non pianificata degli alberi morti o deperienti e dal disturbo antropico dei siti di svernamento e riproduzione.

Tutte le specie italiane sono protette dalla Direttiva Habitat 92/43/CEE. I Monti della Tolfa ospitano diverse specie di pipistrelli, tra cui ricordiamo il Ferro di cavallo minore, il Ferro di cavallo maggiore, il Ferro di cavallo euriale, il Vespertilio minore, il Miniottero, il Vespertilio di Capaccini e il Vespertilio maggiore.

Guido Prola

 

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